sabato 18 maggio 2019

Chiediamo REGOLE SOCIAL per non morire d'insulti #NetiquetteSocial @pdnetwork @Mov5Stelle @LegaSalvini @liberi_uguali @forza_italia @Piu_Europa @FratellidItaIia

Ciao,

Ho appena firmato la petizione "Chiediamo REGOLE SOCIAL per non morire d'insulti #NetiquetteSocial @pdnetwork @Mov5Stelle @LegaSalvini @liberi_uguali @forza_italia @Piu_Europa @FratellidItaIia" e vorrei chiederti di aiutarci aggiungendo il tuo nome.

Il nostro obiettivo è quello di raggiungere 75.000 firme e abbiamo bisogno del tuo sostegno. Puoi saperne di più e leggere la petizione qui:

http://chng.it/KjvjXnCgxc

Grazie!
Riccardo

lunedì 1 dicembre 2008

No del Vaticano alla depenalizzazione universale dell'omosessualità

NO COMMENT

da LaRepubblica del 1/12/2008

CITTA' DEL VATICANO - Il Vaticano si oppone alla proposta di depenalizzazione universale dell'omosessualità, presentata all'Onu dalla Francia. L'osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, monsignor Celestino Migliore, ha spiegato che l'Onu non deve depenalizzare l'omosessualità perché ciò porterebbe a nuove discriminazioni, in quanto gli Stati che non riconoscono le unioni gay verranno "messi alla gogna".


mercoledì 8 ottobre 2008

L'Europa chiede spiegazioni: "Insegnanti di religione assunti per fede"

da Repubblica dell'8 ottobre 2008

IL CASO/ La Commissione di Bruxelles accoglie un esposto che ritiene violato il principio di uguaglianza dei cittadini

Dubbi Ue sui docenti di religione
"Assunti per fede, l'Italia spieghi"

[...] Il caso nasce da una denuncia alla Commissione europea promossa dal deputato radicale Maurizio Turco, dall'avvocato Alessandro Nucara e dal fiscalista Carlo Pontesilli. Le accuse del pool radicale sono molto precise e si fondano sulle regole cardine dell'Unione europea. Afferma infatti la direttiva comunitaria del 2000 contro la discriminazione che un lavoratore non può essere discriminato per ragioni "fondate sulla religione".

Ma c'è di più, visto che la parità di trattamento a prescindere dalla confessione è garantita anche dalla Dichiarazione universale dell'Onu, richiamata dal Trattato di Maastricht, e dalla Convenzione europea sui diritti dell'uomo. E, a quanto sembra, la regola in vigore da ottant'anni e confermata nel 1985 in seguito al rinnovo dei Patti firmato da Bettino Craxi va in un'altra direzione.

L'avallo vescovile, è la tesi radicale, rappresenta infatti una violazione delle regole comunitarie. A non andare è soprattutto la diversità di trattamento tra i professori di religione e quelli delle altre materie: chi vuole insegnare, infatti, deve svolgere un corso di abilitazione di due anni e poi sperare di diventare precario, prima tappa della sua incerta carriera. Chi insegna religione, sottolinea la denuncia recapitata a Bruxelles, invece deve solo ottenere la nomina vescovile (fatti salvi alcuni requisiti professionali) godendo dunque di un trattamento privilegiato vietato dalla Ue. E se anche i corsi sono stati per ora sospesi dal ministro Gelmini, la disparità resta, perché va da sé che un ateo o un non cattolico non può diventare docente di religione, con palese discriminazione rispetto a chi è credente.

Ma non finisce qui, visto che c'è anche una disparità di trattamento retributivo tra i circa 23 mila insegnanti di religione e gli altri, con i primi che prendono più soldi dei secondi. Prassi bocciata a luglio dalla giustizia italiana, che ha condannato il ministero dell'Istruzione a parificare lo stipendio di un professore che ha fatto ricorso aprendo la strada a nuove singole denunce (in Italia non esiste il ricorso collettivo). Argomentazioni che hanno fatto breccia a Bruxelles, con la direzione generale Affari sociali e pari opportunità della Commissione europea che a cavallo dell'estate ha chiesto una serie di informazioni al governo riservandosi di decidere sul caso solo quando avrà letto la risposta, attesa a breve. [...]

martedì 23 settembre 2008

Testamento biologico, apertura dei vescovi

da www.lastampa.it del 23/9/2008
Dopo il caso Eluana il cardinal Bagnasco chiede regole certe

GIACOMO GALEAZZI
CITTA' DEL VATICANO

Via libera della Chiesa italiana al testamento biologico: «Sì alla legge ma entro regole certe e purché non tolga l’alimentazione». Al «parlamentino» della Cei da cui uscirà la nomina papale del segretario generale, il cardinale Angelo Bagnasco prende per la prima volta posizione a favore di una legge sulle dichiarazioni anticipate di fine vita. Fino a pochi mesi la Conferenza episcopale riteneva che le attuali disposizioni fossero sufficienti, poi il caso Eluana Englaro e le sentenze dei giudici hanno fatto maturare la svolta.

«Pronunciamenti giurisprudenziali avevano inopinatamente aperto la strada all’interruzione legalizzata del nutrimento vitale, condannando a morte certa i duemila italiani nella stessa condizione di Eluana- spiega il presidente dei vescovi-.Si è imposta così una riflessione nuova da parte del Parlamento nazionale, sollecitato a varare, si spera col concorso più ampio, una legge sul fine vita».

Il capo della Chiesa italiana auspica norme che («riconoscendo valore legale a dichiarazioni inequivocabili, rese in forma certa ed esplicita») diano «tutte le garanzie sulla presa in carico dell’ammalato, e sul rapporto fiduciario tra lo stesso e il medico, cui è riconosciuto il compito, fuori da gabbie burocratiche, di vagliare i singoli atti concreti e decidere in scienza e coscienza».

lunedì 4 agosto 2008

08.08.08: tutti ad Assisi!

PER l'autonomia del Tibet, PER dare forza alla lotta non violenta del Dalai Lama, CONTRO la violenza di stato cinese e CONTRO tutti i terrorismi, venerdì 8 agosto ad Assisi manifestazione organizzata dal Partito Radicale Nonviolento e dal Comune di Assisi. Cerchiamo di essere in tanti e di coinvolgere più persone(e personalità) possibili.
Sarebbe bello se riuscissimo a far venire un rappresentante del Comune di Macerata con gonfalone.

lunedì 21 luglio 2008

Il testamento biologico di Ravasin: "Niente cure forzate"

da www.lucacoscioni.

Il video

Il testo del testamento biologico di Paolo Ravasin:

Io Paolo Ravasin nato a Ceggia, in provincia di Venezia il quattro aprile 1960, attualmente ospite presso la Casa Soggiorno Villa delle Magnolie a Monastier, in provincia di Treviso e sono stato adeguatamente informato, nel corso di approfonditi colloqui con il dottor Agostino Paccagnella (06.02.08) e il dottor Guido Zerbinati (06.02.08 e 13.02.08) alla presenza del dottor Camillo Barbisan Presidente del Comitato di Bioetica dell'ULSS 9, dell'evoluzione della mia malattia e della conseguente indicazione ai relativi trattamenti. In particolare per quanto riguarda la possibilità di nutrirmi ed idratarmi. La mia ferma, convinta e documentata volontà in proposito è la seguente:"nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale. Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà.Inoltre, a partire dal momento in cui non fossi più in grado di nutrirmi e idratarmi attraverso la mia bocca rifiuto la somministrazione di qualsiasi terapia medica destinata a trattare la malattia di cui sono affetto e oltre altre patologie sopravvenienti intese come complicazioni. Accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione nella modalità di somministrazione che il mio medico - dottor. Guido Zerbinati o i suoi sostituti - riterrà appropriata.Affermo di essere stato informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto che tuttavia considero quale mia insuperabile manifestazione di volontà. Infine oppongo il mio rifiuto ad ogni trasferimento in strutture ospedaliere". Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità attribuisco al medesimo il valore di espressione della mia autentica volontà attraverso una videoregistrazione nel corso della quale ho letto la lettura di questo testo al quale ho dato oralmente il mio assenso e che viene sottoscritto dai testimoni presenti.

martedì 15 luglio 2008

Pensieri in "apparente" solitudine

Dopo alcuni giorni di cose accadute, di ricerche e di riflessioni,nonostante la stanchezza x il caldo e il lavoro(più che altro le due cose insieme), sono giunto alle seguenti conclusioni:
1)Di Pietro e Grillo NON hanno ragione, in quanto la loro idea di giustizia non ha niente da spartire con uno stato di diritto;
2)le modalità dell'arresto e il successivo regime di isolamento carcerario in cui è stato posto Del Turco sono una vergogna per un paese minimamente "civile";
3)ci vuole una riforma "radicale" della giustizia: abolizione dell'obbligatorietà dell'esercizio dell'azione penale, separazione delle carriere,responsabilità civile dei magistrati, riforma del sistema elettorale del CSM,drastica riduzione di magistrati fuori ruolo e degli incarichi extra-giudiziari;
4) nessuno vuole in realtà questa riforma. Perché il regime italiano "ha bisogno" che le cose non funzionino..sennò di che camperebbe?!
5)gli unici che hanno fatto "concretamente" qualcosa per questa benedetta riforma(proposte di legge e in passato referendum) sono i 9 radicali in Parlamento e i tanti militanti che da anni condividono questa battaglia;
6)aumenterò di 100euro la quota della mia iscrizione..è l'unico modo x cercare di cambiare le cose!
7)siamo tutti bravi a urlare un vaffanculo.