lunedì 1 dicembre 2008

No del Vaticano alla depenalizzazione universale dell'omosessualità

NO COMMENT

da LaRepubblica del 1/12/2008

CITTA' DEL VATICANO - Il Vaticano si oppone alla proposta di depenalizzazione universale dell'omosessualità, presentata all'Onu dalla Francia. L'osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, monsignor Celestino Migliore, ha spiegato che l'Onu non deve depenalizzare l'omosessualità perché ciò porterebbe a nuove discriminazioni, in quanto gli Stati che non riconoscono le unioni gay verranno "messi alla gogna".


mercoledì 8 ottobre 2008

L'Europa chiede spiegazioni: "Insegnanti di religione assunti per fede"

da Repubblica dell'8 ottobre 2008

IL CASO/ La Commissione di Bruxelles accoglie un esposto che ritiene violato il principio di uguaglianza dei cittadini

Dubbi Ue sui docenti di religione
"Assunti per fede, l'Italia spieghi"

[...] Il caso nasce da una denuncia alla Commissione europea promossa dal deputato radicale Maurizio Turco, dall'avvocato Alessandro Nucara e dal fiscalista Carlo Pontesilli. Le accuse del pool radicale sono molto precise e si fondano sulle regole cardine dell'Unione europea. Afferma infatti la direttiva comunitaria del 2000 contro la discriminazione che un lavoratore non può essere discriminato per ragioni "fondate sulla religione".

Ma c'è di più, visto che la parità di trattamento a prescindere dalla confessione è garantita anche dalla Dichiarazione universale dell'Onu, richiamata dal Trattato di Maastricht, e dalla Convenzione europea sui diritti dell'uomo. E, a quanto sembra, la regola in vigore da ottant'anni e confermata nel 1985 in seguito al rinnovo dei Patti firmato da Bettino Craxi va in un'altra direzione.

L'avallo vescovile, è la tesi radicale, rappresenta infatti una violazione delle regole comunitarie. A non andare è soprattutto la diversità di trattamento tra i professori di religione e quelli delle altre materie: chi vuole insegnare, infatti, deve svolgere un corso di abilitazione di due anni e poi sperare di diventare precario, prima tappa della sua incerta carriera. Chi insegna religione, sottolinea la denuncia recapitata a Bruxelles, invece deve solo ottenere la nomina vescovile (fatti salvi alcuni requisiti professionali) godendo dunque di un trattamento privilegiato vietato dalla Ue. E se anche i corsi sono stati per ora sospesi dal ministro Gelmini, la disparità resta, perché va da sé che un ateo o un non cattolico non può diventare docente di religione, con palese discriminazione rispetto a chi è credente.

Ma non finisce qui, visto che c'è anche una disparità di trattamento retributivo tra i circa 23 mila insegnanti di religione e gli altri, con i primi che prendono più soldi dei secondi. Prassi bocciata a luglio dalla giustizia italiana, che ha condannato il ministero dell'Istruzione a parificare lo stipendio di un professore che ha fatto ricorso aprendo la strada a nuove singole denunce (in Italia non esiste il ricorso collettivo). Argomentazioni che hanno fatto breccia a Bruxelles, con la direzione generale Affari sociali e pari opportunità della Commissione europea che a cavallo dell'estate ha chiesto una serie di informazioni al governo riservandosi di decidere sul caso solo quando avrà letto la risposta, attesa a breve. [...]

martedì 23 settembre 2008

Testamento biologico, apertura dei vescovi

da www.lastampa.it del 23/9/2008
Dopo il caso Eluana il cardinal Bagnasco chiede regole certe

GIACOMO GALEAZZI
CITTA' DEL VATICANO

Via libera della Chiesa italiana al testamento biologico: «Sì alla legge ma entro regole certe e purché non tolga l’alimentazione». Al «parlamentino» della Cei da cui uscirà la nomina papale del segretario generale, il cardinale Angelo Bagnasco prende per la prima volta posizione a favore di una legge sulle dichiarazioni anticipate di fine vita. Fino a pochi mesi la Conferenza episcopale riteneva che le attuali disposizioni fossero sufficienti, poi il caso Eluana Englaro e le sentenze dei giudici hanno fatto maturare la svolta.

«Pronunciamenti giurisprudenziali avevano inopinatamente aperto la strada all’interruzione legalizzata del nutrimento vitale, condannando a morte certa i duemila italiani nella stessa condizione di Eluana- spiega il presidente dei vescovi-.Si è imposta così una riflessione nuova da parte del Parlamento nazionale, sollecitato a varare, si spera col concorso più ampio, una legge sul fine vita».

Il capo della Chiesa italiana auspica norme che («riconoscendo valore legale a dichiarazioni inequivocabili, rese in forma certa ed esplicita») diano «tutte le garanzie sulla presa in carico dell’ammalato, e sul rapporto fiduciario tra lo stesso e il medico, cui è riconosciuto il compito, fuori da gabbie burocratiche, di vagliare i singoli atti concreti e decidere in scienza e coscienza».

lunedì 4 agosto 2008

08.08.08: tutti ad Assisi!

PER l'autonomia del Tibet, PER dare forza alla lotta non violenta del Dalai Lama, CONTRO la violenza di stato cinese e CONTRO tutti i terrorismi, venerdì 8 agosto ad Assisi manifestazione organizzata dal Partito Radicale Nonviolento e dal Comune di Assisi. Cerchiamo di essere in tanti e di coinvolgere più persone(e personalità) possibili.
Sarebbe bello se riuscissimo a far venire un rappresentante del Comune di Macerata con gonfalone.

lunedì 21 luglio 2008

Il testamento biologico di Ravasin: "Niente cure forzate"

da www.lucacoscioni.

Il video

Il testo del testamento biologico di Paolo Ravasin:

Io Paolo Ravasin nato a Ceggia, in provincia di Venezia il quattro aprile 1960, attualmente ospite presso la Casa Soggiorno Villa delle Magnolie a Monastier, in provincia di Treviso e sono stato adeguatamente informato, nel corso di approfonditi colloqui con il dottor Agostino Paccagnella (06.02.08) e il dottor Guido Zerbinati (06.02.08 e 13.02.08) alla presenza del dottor Camillo Barbisan Presidente del Comitato di Bioetica dell'ULSS 9, dell'evoluzione della mia malattia e della conseguente indicazione ai relativi trattamenti. In particolare per quanto riguarda la possibilità di nutrirmi ed idratarmi. La mia ferma, convinta e documentata volontà in proposito è la seguente:"nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale. Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà.Inoltre, a partire dal momento in cui non fossi più in grado di nutrirmi e idratarmi attraverso la mia bocca rifiuto la somministrazione di qualsiasi terapia medica destinata a trattare la malattia di cui sono affetto e oltre altre patologie sopravvenienti intese come complicazioni. Accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione nella modalità di somministrazione che il mio medico - dottor. Guido Zerbinati o i suoi sostituti - riterrà appropriata.Affermo di essere stato informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto che tuttavia considero quale mia insuperabile manifestazione di volontà. Infine oppongo il mio rifiuto ad ogni trasferimento in strutture ospedaliere". Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità attribuisco al medesimo il valore di espressione della mia autentica volontà attraverso una videoregistrazione nel corso della quale ho letto la lettura di questo testo al quale ho dato oralmente il mio assenso e che viene sottoscritto dai testimoni presenti.

martedì 15 luglio 2008

Pensieri in "apparente" solitudine

Dopo alcuni giorni di cose accadute, di ricerche e di riflessioni,nonostante la stanchezza x il caldo e il lavoro(più che altro le due cose insieme), sono giunto alle seguenti conclusioni:
1)Di Pietro e Grillo NON hanno ragione, in quanto la loro idea di giustizia non ha niente da spartire con uno stato di diritto;
2)le modalità dell'arresto e il successivo regime di isolamento carcerario in cui è stato posto Del Turco sono una vergogna per un paese minimamente "civile";
3)ci vuole una riforma "radicale" della giustizia: abolizione dell'obbligatorietà dell'esercizio dell'azione penale, separazione delle carriere,responsabilità civile dei magistrati, riforma del sistema elettorale del CSM,drastica riduzione di magistrati fuori ruolo e degli incarichi extra-giudiziari;
4) nessuno vuole in realtà questa riforma. Perché il regime italiano "ha bisogno" che le cose non funzionino..sennò di che camperebbe?!
5)gli unici che hanno fatto "concretamente" qualcosa per questa benedetta riforma(proposte di legge e in passato referendum) sono i 9 radicali in Parlamento e i tanti militanti che da anni condividono questa battaglia;
6)aumenterò di 100euro la quota della mia iscrizione..è l'unico modo x cercare di cambiare le cose!
7)siamo tutti bravi a urlare un vaffanculo.

mercoledì 9 luglio 2008

Eluana Englaro: il Giudice autorizza l'interruzione dell'alimentazione

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia/eluana-eutanasia/eluana-eutanasia.html

La Corte d'appello civile di Milano autorizza il padre Beppino Englaro
a sospendere il trattamento che tiene in vita la figlia, in coma da sedici anni

Eluana Englaro, sì del giudice
"Interrompere l'alimentazione"

Le prima reazione del genitore: "Ora la libereremo, ha vinto lo Stato di diritto"

MILANO - Eluana Englaro, la ragazza di Lecco in coma da sedici anni, adesso può morire. E suo padre, che da un decennio chiede che siano staccate le macchine che la tengono in vita, ha vinto una battaglia destinata a entrare nella storia della giurisprudenza italiana, un po' come il caso di Terry Schiavo negli Stati Uniti.

"Ora la libereremo", sono state le parole di Beppino Englaro, che ha sempre preferito parlare di "libertà" e non di "morte cerebrale" o "eutanasia". Oggi i giudici della Corte d'appello civile di Milano lo hanno autorizzato a interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzato che fa sopravvivere la figlia, che rimase vittima di un incidente stradale il 18 gennaio 1992.

Una decisione "inevitabile" per i giudici della prima sezione civile della Corte d'appello di Milano, vista "la straordinaria durata dello stato vegetativo permanente" di Eluana e "l'altrettanto straordinaria tensione del suo carattere verso la libertà e la sua visione della vita", come spiega il giudice Filippo Lamanna.

Il decreto con cui si autorizza la sospensione del trattamento segue le indicazioni stabilite dalla Cassazione lo scorso 16 ottobre. La Corte aveva disposto un nuovo processo per il caso di Eluana e stabilito la sospensione dell'alimentazione artificiale soltanto in presenza di due circostanze concorrenti: che fosse provata e accertata l'irreversibilità dello stato vegetativo permanente della ragazza e dimostrato il convincimento etico di Eluana, quando era "in piena coscienza". Insomma, la decisione era vincolata alla certezza che la giovane avrebbe scelto di morire e non di vivere artificialmente, privata delle capacità percettive e di qualsiasi contatto con il mondo esterno.

martedì 8 luglio 2008

In difesa di Piazza Navona

In questi giorni sono un pò confuso..sono talmente confuso che in realtà non so se sono veramente confuso, o arrabbiato, o indignato. Fatto sta che un dubbio mi assale: da cittadino italiano sono governato da un vecchio signore che da quando è stato eletto(poche settimane fa),non ha fatto altro che concentrare tutta la vita politica,istituzionale e quindi anche civile(nostra,quotidiana) sulla risoluzione e lo stralcio dei suoi imminenti processi e conflitti di interesse. Sono ormai due mesi che quest'uomo non riesce ad occuparsi di altro..neanche del suo amato Milan! Dove sono finiti i problemi del Paese,che Prodi e i suoi stavano mandando al baratro(a detta ovviamente delle sue televisioni e dei suoi influenti amici massoni?)..L'emergenza rifiuti a Napoli?..sparita; la celeberrima corazzata italiana che avrebbe salvato Alitalia?..ancora non si è visto nessuno; gli aiuti ai consumi delle famiglie?..neanche se ne parla;ma soprattutto: la tanto sbandierata EMERGENZA SICUREZZA? Durante la passata legislatura secondo i telegiornali si correva il rischio di essere accoltellato da qualche non-italiano anche solo ad andare a prendere un caffè..e qual'è la geniale soluzione del governo?..prendiamo le impronte digitali ai bambini rom??!!
Tutto questo mi fa vomitare. Ho seguito la manifestazione indetta a Piazza Navona dai vari Di Pietro,Grillo,Travaglio. Il mio problema è questo: da radicale so bene che questi signori sono o rischiano di essere un'appendice del regime partitocratico italiano. Che piuttosto che un vaffa..urlato una sera insieme ad altra gente è molto meglio studiare e proporre delle vere soluzioni alternative ai problemi del Paese (e lottare per questo). Ma devo anche ammettere che, nel cuore, una parte di me era con quella gente in quella piazza, ad urlare la mia indignazione, contro chi sta facendo a pezzi la nostra Costituzione e il nostro stato di diritto(già peraltro piuttosto malconcio). Non sono mai stato un anti-berlconiano e basta, come tanti a sinistra. Ora però credo che il limite,anche della decenza, sia stato abbondantemente superato. Non credete che sia giusto cominciare a far sentire la nostra voce anche su questo, magari cominciando col non demonizzare in continuazione personaggi come Grillo o Di Pietro,che magari un pò di ragione ce l'hanno pure?!
Fatemi sapere,non lasciatemi solo coi miei dubbi.

giovedì 26 giugno 2008

L'importanza di chiamarsi..radicali

Mi rendo conto che mi sto "incavolando" per una sciocchezza e che ci sono, per tutti, problemi sicuramente più seri da affrontare.
Ma quando pochi minuti fa ho dato un'occhiata al blog socialista di Macerata ho riscontrato l'ennesima scorrettezza, che sa anche di arroganza, nei confronti degli iscritti e militanti dell' "Associazione Radicale Romolo Murri". Qualcuno faccia presente ai "piani alti" del garofano che NON ESISTE alcuna associazione provinciale denominata "Radicali per il Ps"!!!!..se ci si riferisce all'associazione radicale di Macerata, quantomeno io non ero a conoscenza di questa sua specificità. Insomma..sinistra radicale, radicali per il ps,.. ma ce la farete una volta a chiamarci radicali..e basta!!??
Simone

venerdì 13 giugno 2008

Tavolo pro Tibet

Domenica 15 in tutta Italia si faranno tavoli di informazione e volantinaggio per il Tibet, in appoggio alla manifestazione che si terrà a Roma.
Vorremmo organizzare, se ce la facciamo, due tavoli, uno a San Severino e uno a Macerata. Fateci sapere la vostra disponibilità.
Adelio Bravi, Gianluca Gelsomino, Ivo Costamagna.

domenica 18 maggio 2008

18 maggio 1988: 20 anni fa moriva (invano?) Enzo Tortora

Nel ventesimo anniversario della morte di Tortora, con scoramento viene da chiedersi se il suo sacrificio sia stato inutile, data l'attuale situazione della giustizia in Italia.
La trentennale battaglia dei radicali per una "giustizia giusta", di cui Tortora è stato, suo malgrado, un simbolo, ha ottenuto successi solo parziali e passeggeri.
Ricordiamo il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati, stravinto e, subito dopo, tradito da una legge truffa che porta purtroppo il nome di un ministro socialista.
L'indulto, approvato 2 anni fa, si è rivelato un boomerang per un governo che non ha saputo cogliere il dato che ad esso avrebbe dovuto seguire un'amnistia capace di azzerare una situazione ingestibile dei tribunali italiani, creando le condizioni per una riforma strutturale della giustizia che riuscisse finalmente a liberarla dall'occupazione di caste e corporazioni, tanto formalmente potenti, quanto strutturalmente impotenti nella loro autoreferenzialità. L'indulto non è stato, com'era nelle intenzioni di chi l'ha voluto, il primo step di una road map, è rimasto fine a se stesso ed il risultato, scontato, è che adesso, a distanza di soli due anni, la situazione nelle carceri è di nuovo esplosiva. E il nuovo governo che fa? Pacchetti sicurezza; non c'è da stare allegri.
Tortora, nella sua battaglia, ricordava sempre, SEMPRE, i tanti tortora ignoti, spesso dai nomi impronunciabili, che languiscono, si ammalano e muoiono nelle carceri, di una malattia tutta italiana: la malagiustizia.
Certo, in questo disgraziato Paese, le emergenze sono davvero tante, ma la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, la responsabilità civile dei magistrati restano impegni prioritari per i radicali. Non contribuiremoo a rendere vana la morte di un uomo che nella sua battaglia ha messo in campo il proprio corpo, secondo un modello di lotta nonviolenta sconosciuto ai tanti soloni che predicano e assumono posizioni senza riuscire a fare un passo concreto verso possibli soluzioni.
E il nuovo governo che fa? Pacchetti sicurezza...

martedì 29 aprile 2008

Ed ora, a Chianciano!

Bello il convegno di ieri al Grassetti, molti interventi e molto diversi tra loro ma tutti interessanti in quanto rappresentativi di posizioni tutte presenti nel dibattito attuale sul futuro della sinistra.
Non entrerò nel merito, parte di quello che penso l'ho detto al convegno e non mancherà certo occasione per approfondire, voglio soltanto sottolineare l'importanza di un appuntamento in cui quello che abbiamo abbozzato sarà trasferito ad un dibattito di portata nazionale e nel quale tutte le componenti che abbiamo cercato di coinvolgere localmente saranno rappresentate ai massimi livelli.
Un invito, dunque, non rituale, a partecipare all'Assemblea dei mille, convocata da Marco Pannella e Mauro Del Bue, dal 2 al 4 maggio a Chianciano.
Per informazioni e prenotazioni:
http://www.radicali.it/view.php?id=121062

Adelio

venerdì 25 aprile 2008

Convegno per Chianciano

RADICALI, SOCIALISTI, SINISTRA DEMOCRATICA
UN CONFRONTO APERTO PER LA COSTRUZIONE DI UNA SINISTRA MODERNA E LABURISTA

Lunedì 28 aprile ore 18 Hotel Grassetti
- uscita superstrada - Corridonia

Saluto di SANDRO SCIPIONI
Consigliere comunale PS di Corridonia

Introducono:
CHIARA CAMPAGNOLI
Segretaria associazione radicale di Macerata
IVO COSTAMAGNA
Coordinatore provinciale costituente PS Macerata
LUIGI TOMASSUCCI
Consigliere provinciale PS

Relatori:
VALERIO CALZOLAIO
Dirigente nazionale Sinistra Democratica
MAURO DEL BUE
Comitato promotore nazionale PS
GIANFRANCO SPADACCIA
Direzione nazionale Radicali Italiani

Intervengono:
Avv. RENATO PERTICARARI
Esponente provinciale PD
Prof. FRANCESCO ADORNATO
Preside facoltà di scienze politiche Università di Macerata

Concludono:
ADELIO BRAVI
Associazione radicale Macerata
FEDERICO VALORI
Consigliere comunale PS Macerata

SPERO NELLA PARTECIPAZIONE DI TUTTI

mercoledì 16 aprile 2008

9 radicali in Parlamento

E' di poco fa la notizia, per ora ufficiosa, ma praticamente certa, della elezione di tutti i nove candidati radicali nelle liste del PD. Nel dettaglio avremo al Senato Emma Bonino, Marco Perduca e Donatella Poretti e alla Camera Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti e Matteo Mecacci.
Chi conosce i radicali sa che, in qualunque raggruppamento essi siano, rappresentano comunque un punto di riferimento certo, una testa di ponte, una sicura garanzia per tutte le battaglie di libertà che ci aspettano nel prossimo futuro in condizioni certamente peggiori che nel passato.
Credo che queste elezioni abbiano mostrato un profondo cambiamento nella società civile che, come al solito, la politica non riesce a cogliere nè tanto meno ad anticipare. La gente non vota più come una volta, è praticamente sparito il voto di etnia, di appartenenza, di identità. I vecchi partiti (tranne i radicali!), nonostante maldestri tentativi di rifondazioni e ricostituzioni, sono completamente estinti e, francamente, nessuno ne sentirà la mancanza.
Da qui riparte una grande sfida per chi ha la forza, le idee e il coraggio di inventarsi un nuovo modello di partito che in nessun modo dovrà rifarsi a formule stantie e obsolete, capace di surclassare gli specchietti per le allodole che tentando di accreditarsi come nuovi, in realtà si propongono di cambiare tutto per non cambiare niente.
C'è una terza repubblica da costruire, nuove inedite sfide da tentare e noi abbiamo molto da dire, dobbiamo cercare insieme il modo e, nella Waterloo, 9 radicali in Parlamento sono comunque un buon inizio: non ripartiamo da zero, ripartiamo da nove, ripartiamo da Chianciano. Chi ci sta non deve nemmeno bussare la porta è spalancata.

lunedì 14 aprile 2008

Patti laici(?), amicizia lunga!

E' successo quello che ci aspettavamo un po' tutti. Gli italiani hanno scelto per la terza volta Berlusconi premier. Ma qualcosa di non scontato emerge dalle proiezioni dei dati(ancora non definitivi, cmq): il nuovo Parlamento sarà completamente sbilanciato a destra e per la prima volta socialisti e comunisti saranno fuori dalle Camere. Per quanto riguarda gli amici socialisti è emblematico il fatto che non avranno rappresentanti nelle istituzioni proprio quando avevano tirato fuori dal cilindro la tanto sbandierata Unità Socialista, in nome della quale era stata saggiamente buttata nel gabinetto la Rosa nel Pugno. Qualcuno potrebbe pensare che hanno raccolto quanto seminato (comprese odiose e offensive lezioni di laicità ai Radicali).
Ora che finalmente questo osceno teatrino elettorale è giunto al termine, non resta che studiare e organizzare il nostro futuro politico. E' chiaro che chi ci governerà non offre le migliori garanzie per avere fiducia, sia sul versante delle riforme economiche ed istituzionali, che soprattutto sul fronte dei diritti civili.
Per questo bisogna ripartire, per ri-creare una sinistra riformista,laica,liberale,socialista,radicale,non-violenta. Sarà ancora Rosa nel Pugno?..io dico sì.
Coraggio compagni, rimbocchiamoci le maniche e intanto avanti con le iscrizioni e i contributi a Radicali Italiani.
Simone

lunedì 7 aprile 2008

Comunicato stampa

In un Paese non democratico, in occasione di elezioni che consentono al cittadino-suddito soltanto di avallare i parlamentari per nomina, non più regia, ma partitocratica, che fare? I radicali e i socialisti hanno fatto scelte solo tatticamente diverse e quando queste brutte elezioni saranno passate, lasciando, temo, il tempo che trovano, rimarrà il problema di costruire una reale alternativa ed allora si dovranno necessariamente ricompattare le forze capaci non solo di volere, ma di essere questa alternativa, magari, perchè no, in un vero Partito Democratico, non certo questa parodia veltroniana.

In particolare, a livello locale, la decennale collaborazione tra radicali e socialisti maceratesi non verrà certo meno e, tanto per essere chiari, nessuna scelta nazionale, più o meno tattica, deve far ritenere che i radicali maceratesi siano disponibili ad essere cespugli di un PD che nella nostra provincia mostra il peggio di sè.

Pertanto, considerato che alla Camera non sono presenti candidati radicali ed è importante cercare di far raggiungere il 4% al PS, e che al Senato per il PS è irrealistico pensare di raggiungere l'8%, mentre le Marche potrebbero essere una regione decisiva per il risultato nazionale del PD, pragmaticamente, non con il naso attappato, ma con realismo e pragmatismo, da radicale, voterò ed inviterò a votare PS alla Camera e PD al Senato.

Adelio Bravi, Radicali Macerata

mercoledì 2 aprile 2008

SOS LISTA RADICALE A ROMA

Vi giro l'email che mi è arrivata. C'è bisogno di dare una mano a Roma per venerdì e/o sabato e/o domenica prossimi. Il pernottamento è gratuito. Se qualcuno di voi può andare fatemelo sapere AL PIU' PRESTO.
Adelio


Care compagne, cari compagni,
la lista radicale che volevamo collegata con il PD per le elezioni politiche generali del 13-14 aprile, e che – come sapete – non ci hanno consentito di presentare, correrà invece con il simbolo “Lista Bonino - Radicali” alle comunali di Roma, unico caso in tutta Italia. È chiaro quindi che verremo “pesati”, elettoralmente, sulla base di questo solo risultato, in una situazione quanto mai difficile, dal momento che – oltre alla totale assenza di informazione – non potremo contare nemmeno, a differenza delle altre volte, sul traino di una campagna nazionale.
Stiamo, con i compagni di Roma, facendo di tutto, giorno e notte, per cercare ancora una volta di raggiungere e coinvolgere quante più persone possibile in questi ultimi dieci giorni di campagna elettorale, e tuttavia siamo letteralmente travolti dalle necessità e dalle iniziative da costruire, alimentare, realizzare… ora dopo ora è evidente che le energie, più che mai, non bastano, e che per una cosa che riusciamo a fare, ce ne sono altre dieci alle quali siamo costretti a rinunciare. Lo stesso simbolo è ancora poco o per nulla conosciuto. Per cercare di ribaltare questa situazione vorremmo, grazie al vostro aiuto, dare il via ad una mobilitazione straordinaria con tavoli per volantinaggi ed esposizione di simboli dislocati nei vari municipi romani, da realizzare nelle giornate di venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 aprile, chiedendovi di raggiungerci a Roma in quei giorni (anche soltanto uno è prezioso), per darci una mano. Serve aiuto anche per lo speakeraggio e le telefonate da fare qui dalla sede di Torre Argentina. Noi possiamo farci carico dell'ospitalità, ma, per poter organizzare le forze abbiamo bisogno di sapere al più presto, davvero entro poche ore, quanti di voi potranno rispondere a questo s.o.s., per ritrovarci ancora assieme nella comune causa delle idee e delle speranze radicali.
Un abbraccio forte, e speriamo di incontrarci in questi giorni a Roma

Rita Bernardini Michele De Lucia

giovedì 20 marzo 2008

MESSAGGIO AI PARTECIPANTI DELL'ASSEMBLEA DELL'ASSOCIAZIONE RADICALE "ROMOLO MURRI"

Pubblico, su sua richiesta, un messaggio di Ivo Costamagna:

Carissimi compagni radicali, socialisti, laici e liberali, una ricorrenza che vivo in maniera forse troppo "consuetudinaria" come quella, fondamentale per l'intera fede cristiana, della passione di Gesù mi costringe, però, ad una "scelta" che avrei voluto evitare.." In Coena Domini" o al Bar Tiffany??Vorrei essere, contemporaneamente, da laico credente, in ambedue le parti, ma credo ciò non sia nei miei poteri. :) Sarò in Chiesa accompagnando mia madre ma oltre che salutarvi con l'amicizia e l'affetto di sempre e rivolgervi gli Auguri più sinceri di Buona Pasqua, voglio sintetizzare in due flash il mio intervento:
1. Nessuna divisione (...momentanea e, poi, fino a che punto?) a livello nazionale deve interrompere il percorso comune di Socialisti e Radicali in Provincia di Macerata, specie in prospettiva delle elezioni provinciali del prossimo anno;
2. In assenza di candidati radicali nelle Marche, vi invito a scegliere, ancora una volta, L'IMPROBABILE sul POSSIBILE ed a sostenere, ALMENO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI, il PARTITO SOCIALISTA che, stavolta davvero, O LO SCEGLI (e raggiunge il 4%) O LO SCIOGLI!Credetemi...ZAPATERO, BLAIR E FORTUNA VOTEREBBERO SOCIALISTA. FATELO ANCHE VOI!
Un abbraccio.Ivo.

martedì 18 marzo 2008

ATTENZIONE!!

A causa di un'umprovvisa indisponibilità del bar Grancaffè, l'assemblea dell'associazione si terrà, stesso giorno, stessa ora, presso la Caffetteria Tiffany in Via dei Velini (di fronte al Cinema Tiffany).

sabato 15 marzo 2008

Assemblea

Giovedì 20 marzo alle ore 21 a Macerata nella saletta del Bar Grancaffè si terrà l'annuale assemblea ordinaria dell' associazione radicale "Romolo Murri" di Macerata, con il seguente ordine del giorno:

  • Relazione del segretario
  • Relazione del tesoriere
  • Discussione generale
  • Approvazione mozioni
  • Elezione segretario e tesoriere

Data la complessa e problematica situazione, con riferimento particolare alla campagna elettorale, sia a livello nazionale che locale, mi sembra molto importante confrontarci tra noi con il massimo possibile di affluenza. Sei quindi VIVAMENTE pregato di partecipare, annunciandolo con un'email di risposta.

Chiara Campagnoli

venerdì 29 febbraio 2008

Al Coordinamento Provinciale per la Costituente Socialista

Cari compagni,
occorre prendere atto che una stagione politica, per certi versi esaltante, difficile ma certamente promettente, si è però conclusa.
Il progetto della Rosa nel Pugno, sul quale i socialisti e i radicali di Macerata si sono spesi, spesso distinguendosi come all’avanguardia a livello nazionale, è stato sconfitto e, se è nobile tentare di salvare con ogni mezzo qualcosa in cui si crede, diventa inutile e finanche dannoso risolversi in un accanimento terapeutico che porta alla negazione di una realtà che invece bisogna riconoscere al più presto per poter convenientemente elaborare il lutto.
A guardar bene, da tempo la malattia è apparsa esiziale, a causa di continui aggravamenti, fino al colpo di grazia della Costituente Socialista ed è da quel punto in poi che, probabilmente, è iniziato l’accanimento terapeutico di alcuni di noi che tentavano di rilanciare dicendo che la Costituente doveva essere propedeutica alla ricostituzione della RnP: lo dicevamo ma sapevamo benissimo di non avere nessuna possibilità; il cadavere mostrava già i primi segni di decomposizione.
Fuor di metafora, non è questa la sede per approfondire l’analisi della situazione attuale e delle scelte compiute, ci preme soltanto, per ora, compiere un atto dovuto di correttezza e chiarezza politica relativamente alla nostra presenza, in quanto radicali, con vari incarichi, all’interno del Coordinamento Provinciale per la Costituente Socialista. E’ chiaramente venuta meno la motivazione di tale presenza, essendo fallito il progetto che la sostanziava e, al fine di evitare pericolose ambiguità ci sembra opportuno e doveroso rassegnare le nostre dimissioni, ciascuno per la sua parte.
Vorremmo, peraltro, se ci è concesso, mantenere viva e attiva la nostra partecipazione come semplici iscritti, ritenendo che la collaborazione tra socialisti e radicali sulle battaglie e le iniziative che ci accomunano (e sono tante) non finisce certo qui, nella certezza che sapremo trovare le forme e i modi: così come abbiamo fatto prima della RnP, sapremo farlo anche dopo.
Vogliamo infine rivolgere un ringraziamento a tutti i compagni socialisti ma, permettetecelo, in particolare un fraterno e caldo abbraccio a Ivo Costamagna senza la cui capacità, intelligenza e passione, ne siamo consapevoli, i radicali non avrebbero mai avuto tutto lo spazio che gli è stato concesso nello SDI prima e nella Costituente poi.

Chiara Campagnoli, presidente prov.le SDI, presidente coordinamento
Gianluca Gelsomino, vice coordinatore
Riccardo Morelli, resp, comunicazione e innovazione
Adelio Bravi, resp. diritti civili
Marcello Dichiara, resp. associazione per la RnP.

giovedì 28 febbraio 2008

Craxi all'attacco!

Leggo sul sito di Bobo Craxi quanto segue:

"Quel compromesso tra Radicali e PD
Sarà importante capire, sul piano politico e non solo su quello mediatico, di cosa tratterebbe esattamente questo accordo intervenuto fra i radicali ed il Pd e se é esistito un profilo programmatico o un compromesso talmente ‘alto’ da giustificare e legittimare, in sequenza: a) la scomparsa di qualsiasi simbolo politico della tradizione radicale dalle schede elettorali; b) l’esclusione dal parlamento della Repubblica del più prestigioso leader di quella tradizione, ‘padre nobile’ della battaglia laica in questo Paese; c) l’estromissione del presidente dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, autentico campione della difesa della vita, il quale ha letteralmente illuminato la nostra campagna internazionale per una moratoria della pena di morte, che ha ottenuto un grande successo alle Nazioni Unite. Sarebbe anche interessante sapere se all’interno del programma politico del Pd siano intervenute delle modifiche significative in senso ‘radicale’, rispetto a quanto avvenne nel programma dell’Unione: a quel punto, sarebbe ovvio che ci troveremmo di fronte ad un fatto politico significativo. E invece sfugge, allo stato, il dato politico ‘laico’ rilevante e prevalente. Tranne quello dell’ingresso nel Partito di personalità, politiche e scientifiche, che tuttavia non rappresentano un impegno di Governo su questioni bioetiche fondamentali o sulle questioni dei diritti e delle parità. Penso che nel corso della campagna elettorale avremo conferma di queste mie prime opinioni."

Ho tentato di postare il seguente commento che è stato rifiutato:

Vorrei sommessamente ricordare che l'autore di tali sofisticata (e insinuante) analisi, è lo stesso che meno di due anni fa (non 20) ha:
  • spaccato il suo partito che militava a destra, nella prospettiva di costruire un'alternativa ai DS nel contro sinistra;
  • fatto una lista con lo scopo evidente di togliere voti alla Rosa nel Pugno;
  • scopo reso tanto più chiaro dal fatto che il nostro si è ben guardato dal candidarsi nella lista da lui stesso costruita, preferendo una candidatura "sicura" nei DS;
  • infine, non riuscendo ad essere eletto nemmeno lì, ha fatto il sottosegretario del tanto vituperato governo Prodi.

Tralascio, per pietà, quando, quello che adesso è diventato "un autentico campione della vita", un anno fa (non 10), veniva definito "sterile movimentista".

Caro Bobo, nisi casti tamen cauti, dicevano i latini e se proprio le manca la memoria cerchi di avere almeno un po' di pudore.

Con amicizia,

Adelio Bravi

domenica 24 febbraio 2008

RI - ALC: la Mozione generale proposta dalla Direzione e approvata all'unanimità

Roma, 24 febbraio 2008
Mozione Generale

Il Comitato Nazionale di Radicali italiani, riunito il 23 e 24 febbraio 2008 congiuntamente con l'Associazione Luca Coscioni, udite le relazioni d'apertura della Segretaria e della Tesoriera di Radicali italiani e del Segretario e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, le approva.

Dà mandato perciò agli organi dirigenti di Radicali italiani, d'intesa con quelli dell'Associazione Luca Coscioni, di dare immediata esecuzione all'accordo politico-elettorale, nei termini in cui è stato proposto dal Partito Democratico con il candidato a Presidente del Consiglio Walter Veltroni, Segretario del Partito Democratico.

Ringrazia le centinaia di personalità democratiche e laiche che hanno sottoscritto gli appelli per un'intesa fra una lista Radicale e quella del Partito Democratico e che hanno offerto la disponibilità immediata a candidarsi in tale lista in modo pieno o simbolico.
Invita gli organi dirigenti a cogliere l'opportunità dell'accordo con il Pd per rilanciare gli obiettivi di una radicale riforma liberale dell'economia, della giustizia, delle istituzioni e del loro rientro nella legalità.

Rivolge un appello ai Radicali, ai socialisti, ai laici e ai liberali perché non facciano mancare il sostegno all'accordo, contribuendo a rafforzare le proprie ragioni e speranze anche attraverso l'iscrizione ai soggetti della galassia radicale.

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Riccardo Morelli

venerdì 22 febbraio 2008

A mente fredda

Ho avuto bisogno di far passare una nottata e, soprattutto, di parlare con molti compagni a tutti i livelli perchè non mi capacitavo, non capivo che cosa fosse successo. Quello che la stampa riportava mi sembrava letteralmente inconcepibile e contro ogni principio del metodo radicale e non potevo credere che a Roma fossero impazziti. Poi ho lasciato perdere giornali e televisioni e sono andato a rileggere i comunicati ufficiali della direzione e di Pannella e ho scoperto, udite udite, che, in realtà l'accordo con il PD NON E' ANCORA STATO FATTO. E allora ho riconosciuto il solito metodo di Pannella: rilanciare finchè è possibile per far uscire allo scoperto le contraddizioni degli altri, aiutandoli a superarle o costringendoli ad ammetterle.
Vediamo. Questo è il comunicato della direzione nazionale:

Prendiamo atto che la nostra offerta di collegare la lista radicale al candidato Presidente del Consiglio Veltroni e al Partito Democratico si scontra con un pregiudiziale rifiuto, nonostante il sostegno che continua a giungere da personalità della cultura e della politica.
Ci assumiamo la responsabilità di subire l’impostazione alternativa di inserimento di candidati radicali nelle liste del PD, nonostante continuiamo a ritenerla meno efficace per conquistare una maggioranza riformatrice in occasione delle prossime elezioni politiche. Comunichiamo perciò di accettare la base di partenza proposta dal Partito Democratico, che sarà ora necessario trasformare in un vero e proprio accordo politico-elettorale con il Segretario Veltroni.
Abbiamo convocato per Sabato e Domenica prossimi la riunione Congiunta del Comitato di Radicali Italiani e del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni.

Questa è la dichiarazione di Pannella:

“Quest’ “accordo” è assolutamente da farsi, da positivamente concludersi.
Semmai sarò capace di comprendere prima degli altri qualcosa, questa – ne sono sicuro – sarebbe la volta buona. Occorre proprio farlo senza troppi indugi. Chiedo solamente che Veltroni – cui Bettini ha fatto esplicito riferimento come l’autorità competente – voglia dettare e far conoscere regole e obiettivi cui egli stesso per primo si atterrà (e farà attenere il suo Partito) nel contratto politico-elettorale che ci ha proposto e opposto in alternativa a quello da noi preferito”.

Queste sono le uniche dichiarazioni ufficiali dei radicali ed è chiaro che la trattativa, non solo non è conclusa, ma si sposta su un livello ulteriore che non prevede affetto quello che la stampa descriveva come una prona accettazione delle condizioni imposte dal PD e che ha fatto infuriare me e tanti altri compagni.
E' fondamentale partecipare alla riunione di sabato e domenica prossimi a cui sono stato invitato, ma non potrò andare perchè sabato festeggiamo il primo compleanno di mia nipote (ubi maior...). Sarebbe bene che qualcuno di voi possa partecipare, fatemi sapere la vostra disponibilità al più presto per comunicarla alla segreteria.

giovedì 21 febbraio 2008

E' questa l'identità radicale?

 
Alla fine, i radicali accettano la proposta del Pd di far confluire loro candidati nelle liste del partito di Veltroni. La decisione è stata annunciata dalla segretaria del partito dei radicali italiani Rita Bernardini e dal segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, al termine di una riunione durata sette ore, con Goffredo Bettini, coordinatore del Partito Democratico. [...]
La controproposta del Pd era arrivata per voce proprio del braccio destro di Veltroni, Bettini. Ad Emma Bonino e colleghi si propone un´alleanza dove, in cambio della rinuncia al simbolo dei Radicali, ci sarebbero un ministero per la stessa Bonino e altri nove posti in lista «in collocazioni sicure». Il tutto condito dal «riconoscimento di una parte del finanziamento pubblico in rapporto al numero dei parlamentari concordato», dal «10% degli spazi di informazione spettanti al Pd» e dalla «garanzia della presenza dei Radicali nelle trasmissioni di confronto politico più popolari»
 
Era questo il senso dell'Alternanza per l'Alternativa?
Siamo davvero come gli altri? Siamo davvero già GLI ALTRI, in queste pratiche spartitorie?
E' questa l'identità radicale?

Ric.


 



Eh no! Stavolta non ci sto!

Sono letteralmente furioso, non ho parole.
Quando mi verranno le posterò.
Adelio

giovedì 7 febbraio 2008

E adesso? Quale linea per Socialisti e Radicali?

So che mi attirerò qualche strale, ma non me ne frega granché.
Credo che la mossa di Veltroni sia stata molto buona e, soprattutto, dettata da una visione della politica finalmente un po' più distante della punta del naso cui siamo abituati da 14 anni a questa parte. Inutile vincere elezioni che poi produrranno litigi e ingovernabilità (o governabilità a prezzo di bassissimi compromessi), meglio preparare il terreno per una "cultura maggioritaria" che veda in due grossi partiti di riferimento e in poche altre formazioni di contorno il fulcro dell'agire politico. Dunque condivido con riserva la dichiarazione di Emma Bonino rilasciata stanotte verso Walter Veltroni.
Il problema è ora un altro: con un PD che ha deciso una linea così netta e coraggiosa e con una Casa delle Libertà in evidente affanno riorganizzativo che dovrà ancora una volta affidarsi al suo padrone-demiurgo per essere minimamente credibile come "Arca di Noè" (con tutto l'apparato retrivo che dovranno cavar fuori, a cominciare dai famosi "valori fondamentali comuni" da difendere...), chi sta davvero inguaiato sono gli "outsiders" e i più piccoli non alleati. In altre parole: cosa faranno la Cosa Rossa e i Socialisti (e dunque anche i Radicali)? Se sembra oggettivamente improbabile un'altra intesa tra la Cosa Rossa e il PD, non meno problemi verrebbero da un'intesa Socialisti-Radicali-IdV e PD. Principalmente perché significherebbe andarsi ad alleare (anche) con la Binetti e Bobba, due personalità non propriamente laiche (in buona compagnia di Suor Livia Turco e di Padre Rutelli, beninteso... e di altri/e neomiracolati/e!)... Il rischio è che per l'ennesima volta sul discorso sulla laicità dello Stato e sui diritti fondamentali delle persone (con tutto ciò che ne consegue) si transiga per ragioni di convenienza immediata. L'alternativa, però, è l'isolamento sostanziale. Che fare allora? Postate, gente, postate...

venerdì 1 febbraio 2008

E' online il blog della Costituente PS di Macerata

La Costituente del Partito Socialista - Coordinamento di Macerata, ha ora un blog:

ps-macerata.blogspot.com

(cliccate qui sopra)

con un ampio spazio di discussione e confronto mediante commenti, news dai maggiori siti socialisti e radicali, sondaggi, video.
Vi aspetto!

A scuola dal papa? No, grazie!

Non mi iscriverò a questa classe, mi spiace cari Luca e Riccardo, io andrò con Simone fuori dalla porta a fumarmi una sigaretta e a spiare il bagno delle ragazze... :-)
Cercherò di spiegare il motivo.
Intanto, la scuola che io ho frequentato mi ha insegnato a distinguere i problemi, essendo consapevole dei rischi che si corrono quando si sovrappongono temi diversi in un'unica argomentazione: era la tecnica dei gesuiti (altro che paparatzi!) per disorientare l'avversario.
Tre sono i temi affrontati nel post precedente ed è bene trattarli separatamente: la risposta politica alla mossa del papa, la risposta mediatica e il problema, non della comunicazione, ma della propaganda.
Tralascio il primo per... amor di patria ed anche perchè è talmente ovvio che non merita spreco di parole.
In quanto al secondo, beh, dire, tra noi radicali, che in Italia c'è un problema di informazione, davvero è scoprire l'acqua calda... Denunciamo da sempre, parlando di "caso Italia", di "partitocrazia", il fatto che l'informazione sia funzionale ad un sistema non democratico che lede il diritto, non tanto all'espressione di chi non è funzionale ad esso, quanto, soprattutto, del cittadino di essere informato, di conoscere per deliberare. Gli esempi sono innumerevoli, voglio solo ricordare qui la frase di un membro della (cosiddetta) commissione di vigilanza RAI, non ricordo il nome, ricordo che naturalmente era un comunista o ex o post, il quale disse, testualmente, che i radicali non erano "notiziabili" e tali siamo rimasti.
Immaginate che cosa sarebbe successo se la geniale operazione papale fosse stata considerata non notiziabile: semplicemente niente, nessuno l'avrebbe saputo, non sarebbe esistita. In Italia, la mancanza di democrazia è anche dimostrata dal fatto che non è la notizia che fa l'informazione, ma l'informazione che fa la notizia.
Se vogliamo poi parlare di media alternativi a giornali e televisione, mi pare proprio che non dobbiamo prendere lezioni da nessuno: ci siamo inventati una radio che è quello che è, non lo devo dire a dei radicali. Ma non solo, quando ancora non esisteva windows ed in Italia a navigare in internet eravamo solo qualche centinaio, una delle prime BBS che consentivano l'accesso alla rete era "agorà" ed era dei radicali. Ci siamo inventati, per primi, il partito on line ed anche le elezioni on line. Il fatto è che... nessuno lo sa, non siamo notiziabili. Per inciso, ci siamo inventati anche i bavagli che i ciellini hanno usato alla Sapienza: chi deve imparare da chi?
E la propaganda? Beh anche qui ci dobbiamo intendere. Andare a lezione dal papa? Ma, da questo punto di vista, anche lui è un dilettante. Io, fossi in voi, andrei direttamente a lezione da Goebbels il primo, vero (voi direste) grande comunicatore, un vero professionista (dico io) della propaganda. Sosteneva, il maestro, che la differenza tra una verità e una menzogna consiste, sostanzialmente, nel numero delle persone che ci credono... Geniale!
Personalmente, preferisco un punto di vista un po' diverso. Considero i mezzi della prassi politica non come giustificati dai fini ma, al contrario, come prefiguranti i fini; e la propaganda è uno, appunto, di tali mezzi. In questo senso, mi scuserete se mi piace sedermi sui banchi di un'altra classe, con un altro Maestro: Gandhi quando sostiene che la migliore propaganda è l'esempio: "cercate di diventare il cambiamento che vorreste vedere realizato nel mondo".

venerdì 18 gennaio 2008

Quando andremo a scuola di comunicazione da Papa Ratzinger?

Quanto accaduto in questi giorni dovrebbe imporci delle riflessioni, soprattutto a noi Radicali. Una volta questi colpi di scena erano a nostro vantaggio, oggi li usa magnificamente la Chiesa Cattolica. Ma ripercorriamo i fatti per sommi capi:
Il Rettore della più grande Università italiana sente il bisogno -inspiegabile- di invitare Papa Ratzinger all'inaugurazione dell'Anno Accademico.
Alcuni professori e alcuni studenti inviano una lettera al Rettore nella quale, citando la citazione di un autore anarchico fatta dal suddetto Papa Ratzinger sul caso Galilei, fanno notare come egli sia la personalità meno indicata a presenziare tale avvenimento, date le note e pubbliche posizioni antimoderne e antiscientifiche espresse a più riprese. Inoltre facevano notare il valore simbolico di tale presenza, che avrebbe potuto essere interpretata come un cedimento della Scienza verso posizioni aprioristicamente fideistiche.
A questo punto avviene il colpo di scena: con un'abilissima mossa, Papa Ratzinger fa sapere pubblicamente di non potersi più recare alla Sapienza perché la sua incolumità fisica non sarebbe sufficientemente tutelata dallo Stato Italiano e perché la sua presenza avrebbe provocato disordini. Inoltre, il Papa-Re denuncia il silenzio delle istituzioni italiane di fronte all'"aggressione" e all'agguato che gli avrebbero ordito all'Università romana.
Esplode il finimondo: tutte le personalità istituzionali, politiche, intellettuali si affiancano al Papa "violentato" ed escluso. Parte una formidabile campagna mediatica che trasforma il lupo in agnello: il Papa diventa la vittima di una odiosa censura "laicista", i cattolici -in testa gli studenti di Comunione e Liberazione- gridano allo scandalo per la mancanza di libertà. Arrivano persino a mostrarsi imbavagliati per testimoniare il loro sdegno.
Come sempre, le voci dissidenti si contano sulla punta delle dita di una mano mentre il tam-tam si amplifica al punto da dimenticare l'origine e la natura stessa della querelle.
Risultati: il discorso del "censuratissimo" Papa Ratzinger viene pubblicato da quasi tutte le testate nazionali, su tutti i media c'è un diluvio di dichiarazioni ecclesiastiche o di filo-ecclesiasti.
Ma il peggio arriva poco dopo: Ruini, vecchio ma furbissimo Richelieu dei nostri giorni, lancia il sasso di trasformare l'Angelus di domenica in una manifestazione di solidarietà al Papa, salvo poi ritirare la mano precisando -e facendo ripetere all'esasperazione- che l'Angelus non deve trasformarsi in manifestazione politica. Ottenendo il doppio vantaggio di pubblicizzare a dismisura l'iniziativa e incassando l'adesione massiccia di politici, intellettuali, personaggi pubblici, tutti "laicamente" a difendere la libertà d'espressione del povero Papa imbavagliato! Nel frattempo i movimenti cattolici si mobilitano per inviare massicce quantità di fedeli da mostrare alle telecamere di tutto il mondo.
Infine, colpo di scena finale e débacle definitiva per i laici di questo martoriato Paese, il Rettore della Sapienza, alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico (blindata agli studenti contestatori e impreziosita dalle dichiarazioni filopapiste di tutti i politici presenti), annuncia un nuovo invito a Papa Ratzinger. Che, questa volta, è certo che accetterà.

Non bastava la batosta del referendum sulla legge 40 a far capire a chi vuol difendere la laicità in questo Paese che la strategia dello scontro frontale non è vincente contro questo mostro che è l'attuale Chiesa Cattolica? E che oggi paga solo il vittimismo del carnefice? Ancora non abbiamo capito che vince solo chi ha compreso fino in fondo le leggi della comunicazione di massa (e chi ha dirigenti tra giornali, radio e televisioni)??
Consiglio di lettura: "Il lupo e l'agnello" di Fedro.
Meditate gente, meditate...