So che mi attirerò qualche strale, ma non me ne frega granché.
Credo che la mossa di Veltroni sia stata molto buona e, soprattutto, dettata da una visione della politica finalmente un po' più distante della punta del naso cui siamo abituati da 14 anni a questa parte. Inutile vincere elezioni che poi produrranno litigi e ingovernabilità (o governabilità a prezzo di bassissimi compromessi), meglio preparare il terreno per una "cultura maggioritaria" che veda in due grossi partiti di riferimento e in poche altre formazioni di contorno il fulcro dell'agire politico. Dunque condivido con riserva la dichiarazione di Emma Bonino rilasciata stanotte verso Walter Veltroni.
Il problema è ora un altro: con un PD che ha deciso una linea così netta e coraggiosa e con una Casa delle Libertà in evidente affanno riorganizzativo che dovrà ancora una volta affidarsi al suo padrone-demiurgo per essere minimamente credibile come "Arca di Noè" (con tutto l'apparato retrivo che dovranno cavar fuori, a cominciare dai famosi "valori fondamentali comuni" da difendere...), chi sta davvero inguaiato sono gli "outsiders" e i più piccoli non alleati. In altre parole: cosa faranno la Cosa Rossa e i Socialisti (e dunque anche i Radicali)? Se sembra oggettivamente improbabile un'altra intesa tra la Cosa Rossa e il PD, non meno problemi verrebbero da un'intesa Socialisti-Radicali-IdV e PD. Principalmente perché significherebbe andarsi ad alleare (anche) con la Binetti e Bobba, due personalità non propriamente laiche (in buona compagnia di Suor Livia Turco e di Padre Rutelli, beninteso... e di altri/e neomiracolati/e!)... Il rischio è che per l'ennesima volta sul discorso sulla laicità dello Stato e sui diritti fondamentali delle persone (con tutto ciò che ne consegue) si transiga per ragioni di convenienza immediata. L'alternativa, però, è l'isolamento sostanziale. Che fare allora? Postate, gente, postate...
giovedì 7 febbraio 2008
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1 commento:
Il modo in cui Veltroni ha affrontato le primarie del suo partito,escludendo l'unica persona che da almeno 15 anni parla della necessità di un Partito Democratico(Pannella)la dice già lunga sulla presunta vocazione "demogratica" di questo leader e della sua cerchia. I mass-media poi vogliono convincerci della grande novità rappresentata da Veltroni,di questa sua rivoluzione maggioritaria,in una prospettiva ADDIRITTURA bipartitica!!. Che genio questo Veltroni..che capacità di immaginare il futuro! Vorrei però riportare uno stralcio di un'intervista a Marco Pannella(per non far capire che sono pannelliano!)non riguardante le prossime maledette elezioni ma risalente al MARZO 1992!!!"..vogliamo adottare quel sistema bipartitico americano,uninominale per sindaci,deputati,senatori,presidenti,amministratori locali,che comporterebbe la scomparsa immediata di tutti gli attuali partiti". E ancora "..muoiano i partiti partitocratici di questo sistema affinchè vivano due o tre partiti democratici. E' possibile ottenerlo. Dipende dai voti che riuscirò a sottrarre all'inutilità e al regime, che prospera con i voti conformisti e con quelli della rabbia".
Ci sarebbe poco da aggiungere La mia opinione è che i cambiamenti del sistema politico non sono tali da modificare realmente lo scenario del sistema indicato come "regime", di cui è semmai sorprendente la continuità, che rende purtroppo sempre più attuali le analisi dei radicali(valga per tutti il caso eclatante dei senatori regolarmente eletti ma estromessi da una sentenza e una prassi anti-costituzionale). Ancora una volta bisognerà forse andare a patti col "meno peggio" e non escludo affatto che questo sia proprio Veltroni. Ma attenzione quando si parla di novità.
Simone
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