martedì 15 luglio 2008

Pensieri in "apparente" solitudine

Dopo alcuni giorni di cose accadute, di ricerche e di riflessioni,nonostante la stanchezza x il caldo e il lavoro(più che altro le due cose insieme), sono giunto alle seguenti conclusioni:
1)Di Pietro e Grillo NON hanno ragione, in quanto la loro idea di giustizia non ha niente da spartire con uno stato di diritto;
2)le modalità dell'arresto e il successivo regime di isolamento carcerario in cui è stato posto Del Turco sono una vergogna per un paese minimamente "civile";
3)ci vuole una riforma "radicale" della giustizia: abolizione dell'obbligatorietà dell'esercizio dell'azione penale, separazione delle carriere,responsabilità civile dei magistrati, riforma del sistema elettorale del CSM,drastica riduzione di magistrati fuori ruolo e degli incarichi extra-giudiziari;
4) nessuno vuole in realtà questa riforma. Perché il regime italiano "ha bisogno" che le cose non funzionino..sennò di che camperebbe?!
5)gli unici che hanno fatto "concretamente" qualcosa per questa benedetta riforma(proposte di legge e in passato referendum) sono i 9 radicali in Parlamento e i tanti militanti che da anni condividono questa battaglia;
6)aumenterò di 100euro la quota della mia iscrizione..è l'unico modo x cercare di cambiare le cose!
7)siamo tutti bravi a urlare un vaffanculo.

mercoledì 9 luglio 2008

Eluana Englaro: il Giudice autorizza l'interruzione dell'alimentazione

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia/eluana-eutanasia/eluana-eutanasia.html

La Corte d'appello civile di Milano autorizza il padre Beppino Englaro
a sospendere il trattamento che tiene in vita la figlia, in coma da sedici anni

Eluana Englaro, sì del giudice
"Interrompere l'alimentazione"

Le prima reazione del genitore: "Ora la libereremo, ha vinto lo Stato di diritto"

MILANO - Eluana Englaro, la ragazza di Lecco in coma da sedici anni, adesso può morire. E suo padre, che da un decennio chiede che siano staccate le macchine che la tengono in vita, ha vinto una battaglia destinata a entrare nella storia della giurisprudenza italiana, un po' come il caso di Terry Schiavo negli Stati Uniti.

"Ora la libereremo", sono state le parole di Beppino Englaro, che ha sempre preferito parlare di "libertà" e non di "morte cerebrale" o "eutanasia". Oggi i giudici della Corte d'appello civile di Milano lo hanno autorizzato a interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzato che fa sopravvivere la figlia, che rimase vittima di un incidente stradale il 18 gennaio 1992.

Una decisione "inevitabile" per i giudici della prima sezione civile della Corte d'appello di Milano, vista "la straordinaria durata dello stato vegetativo permanente" di Eluana e "l'altrettanto straordinaria tensione del suo carattere verso la libertà e la sua visione della vita", come spiega il giudice Filippo Lamanna.

Il decreto con cui si autorizza la sospensione del trattamento segue le indicazioni stabilite dalla Cassazione lo scorso 16 ottobre. La Corte aveva disposto un nuovo processo per il caso di Eluana e stabilito la sospensione dell'alimentazione artificiale soltanto in presenza di due circostanze concorrenti: che fosse provata e accertata l'irreversibilità dello stato vegetativo permanente della ragazza e dimostrato il convincimento etico di Eluana, quando era "in piena coscienza". Insomma, la decisione era vincolata alla certezza che la giovane avrebbe scelto di morire e non di vivere artificialmente, privata delle capacità percettive e di qualsiasi contatto con il mondo esterno.

martedì 8 luglio 2008

In difesa di Piazza Navona

In questi giorni sono un pò confuso..sono talmente confuso che in realtà non so se sono veramente confuso, o arrabbiato, o indignato. Fatto sta che un dubbio mi assale: da cittadino italiano sono governato da un vecchio signore che da quando è stato eletto(poche settimane fa),non ha fatto altro che concentrare tutta la vita politica,istituzionale e quindi anche civile(nostra,quotidiana) sulla risoluzione e lo stralcio dei suoi imminenti processi e conflitti di interesse. Sono ormai due mesi che quest'uomo non riesce ad occuparsi di altro..neanche del suo amato Milan! Dove sono finiti i problemi del Paese,che Prodi e i suoi stavano mandando al baratro(a detta ovviamente delle sue televisioni e dei suoi influenti amici massoni?)..L'emergenza rifiuti a Napoli?..sparita; la celeberrima corazzata italiana che avrebbe salvato Alitalia?..ancora non si è visto nessuno; gli aiuti ai consumi delle famiglie?..neanche se ne parla;ma soprattutto: la tanto sbandierata EMERGENZA SICUREZZA? Durante la passata legislatura secondo i telegiornali si correva il rischio di essere accoltellato da qualche non-italiano anche solo ad andare a prendere un caffè..e qual'è la geniale soluzione del governo?..prendiamo le impronte digitali ai bambini rom??!!
Tutto questo mi fa vomitare. Ho seguito la manifestazione indetta a Piazza Navona dai vari Di Pietro,Grillo,Travaglio. Il mio problema è questo: da radicale so bene che questi signori sono o rischiano di essere un'appendice del regime partitocratico italiano. Che piuttosto che un vaffa..urlato una sera insieme ad altra gente è molto meglio studiare e proporre delle vere soluzioni alternative ai problemi del Paese (e lottare per questo). Ma devo anche ammettere che, nel cuore, una parte di me era con quella gente in quella piazza, ad urlare la mia indignazione, contro chi sta facendo a pezzi la nostra Costituzione e il nostro stato di diritto(già peraltro piuttosto malconcio). Non sono mai stato un anti-berlconiano e basta, come tanti a sinistra. Ora però credo che il limite,anche della decenza, sia stato abbondantemente superato. Non credete che sia giusto cominciare a far sentire la nostra voce anche su questo, magari cominciando col non demonizzare in continuazione personaggi come Grillo o Di Pietro,che magari un pò di ragione ce l'hanno pure?!
Fatemi sapere,non lasciatemi solo coi miei dubbi.

giovedì 26 giugno 2008

L'importanza di chiamarsi..radicali

Mi rendo conto che mi sto "incavolando" per una sciocchezza e che ci sono, per tutti, problemi sicuramente più seri da affrontare.
Ma quando pochi minuti fa ho dato un'occhiata al blog socialista di Macerata ho riscontrato l'ennesima scorrettezza, che sa anche di arroganza, nei confronti degli iscritti e militanti dell' "Associazione Radicale Romolo Murri". Qualcuno faccia presente ai "piani alti" del garofano che NON ESISTE alcuna associazione provinciale denominata "Radicali per il Ps"!!!!..se ci si riferisce all'associazione radicale di Macerata, quantomeno io non ero a conoscenza di questa sua specificità. Insomma..sinistra radicale, radicali per il ps,.. ma ce la farete una volta a chiamarci radicali..e basta!!??
Simone

venerdì 13 giugno 2008

Tavolo pro Tibet

Domenica 15 in tutta Italia si faranno tavoli di informazione e volantinaggio per il Tibet, in appoggio alla manifestazione che si terrà a Roma.
Vorremmo organizzare, se ce la facciamo, due tavoli, uno a San Severino e uno a Macerata. Fateci sapere la vostra disponibilità.
Adelio Bravi, Gianluca Gelsomino, Ivo Costamagna.

domenica 18 maggio 2008

18 maggio 1988: 20 anni fa moriva (invano?) Enzo Tortora

Nel ventesimo anniversario della morte di Tortora, con scoramento viene da chiedersi se il suo sacrificio sia stato inutile, data l'attuale situazione della giustizia in Italia.
La trentennale battaglia dei radicali per una "giustizia giusta", di cui Tortora è stato, suo malgrado, un simbolo, ha ottenuto successi solo parziali e passeggeri.
Ricordiamo il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati, stravinto e, subito dopo, tradito da una legge truffa che porta purtroppo il nome di un ministro socialista.
L'indulto, approvato 2 anni fa, si è rivelato un boomerang per un governo che non ha saputo cogliere il dato che ad esso avrebbe dovuto seguire un'amnistia capace di azzerare una situazione ingestibile dei tribunali italiani, creando le condizioni per una riforma strutturale della giustizia che riuscisse finalmente a liberarla dall'occupazione di caste e corporazioni, tanto formalmente potenti, quanto strutturalmente impotenti nella loro autoreferenzialità. L'indulto non è stato, com'era nelle intenzioni di chi l'ha voluto, il primo step di una road map, è rimasto fine a se stesso ed il risultato, scontato, è che adesso, a distanza di soli due anni, la situazione nelle carceri è di nuovo esplosiva. E il nuovo governo che fa? Pacchetti sicurezza; non c'è da stare allegri.
Tortora, nella sua battaglia, ricordava sempre, SEMPRE, i tanti tortora ignoti, spesso dai nomi impronunciabili, che languiscono, si ammalano e muoiono nelle carceri, di una malattia tutta italiana: la malagiustizia.
Certo, in questo disgraziato Paese, le emergenze sono davvero tante, ma la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, la responsabilità civile dei magistrati restano impegni prioritari per i radicali. Non contribuiremoo a rendere vana la morte di un uomo che nella sua battaglia ha messo in campo il proprio corpo, secondo un modello di lotta nonviolenta sconosciuto ai tanti soloni che predicano e assumono posizioni senza riuscire a fare un passo concreto verso possibli soluzioni.
E il nuovo governo che fa? Pacchetti sicurezza...