mercoledì 11 luglio 2007

Intervento di Chiara Campagnoli alla Costituente liberal socialista tenutasi il 09/07/07 all'Hotel Grassetti di Piediripa (Macerata)

Saluto questa assemblea come presidente provinciale dello SDI, ma soprattutto come segretaria dell'Associazione Radicale "R.Murri" di Macerata. Questa doppia carica ha il significato di sottolineare che a Macerata si è creato un laboratorio politico che ha fin da subito identificato la RNP come l'unico progetto che, a medio e lungo termine, possa essere in grado di porre le basi di una reale alternativa ad un sistema partitocratico che da 30 anni noi radicali denunciamo come "il caso Italia".
La Costituente liberal socialista o rappresenta un passaggio interlocutorio, probabilmente necessario, verso il rilancio del progetto della RNP, così come il Comitato Nazionale di R.I. ha lucidamente deliberato, o rischia di scadere nella nascita dell'ennesimo partitino autoreferenziato alla ricerca di accaparrarsi gli ossi che cadono dal desco dei padroni.
C'è un pullulare di cantieri, sintomo evidente di una profonda crisi della politica, così come viene praticata, il cui leit-motiv è quello di "tornare tra la gente". Bene, la gente è fatta di persone in carne ed ossa e non di parole d'ordine demagogiche, di persone con le loro speranze e i loro dolori e non di posizioni dogmatiche. La gente non è definibile attraverso le corporazioni che dicono di rappresentarle; la gente è fatta di individui a cui abbiamo il dovere di dare delle speranze, come qualche volta, nonostante tutto, è accaduto. E per non parlare di aborto e divorzio, che dire della moratoria universale sulle esecuzioni capitali? Ma c'è dell'altro: questo stato assistenziale, e non sociale, che si ostina ad occuparsi sempre e soltanto dei soliti, taglia fuori dalle sue tutele tutti coloro che non hanno voce, che, non partecipano a tavoli di concertazione e che, probabilmente, non hanno diritti.
E' di sinistra destinare un po' meno risorse per le pensioni ai 57enni e devolverle, invece, ad aiutare chi perde il lavoro? o no?
E' di sinistra dare meno importanza ai circa 120.000 cittadini che sarebbero costretti ad aspettare 1, 2 o al massimo 3 anni per andare in pensione e occuparsi, invece, dei milioni di precari e disoccupati che soltanto per il 28% trovano una copertura sociale, a fronte del 45% di media europea? o no?
E che dire dell'ipocrisia del pensionamento anticipato delle donne che in realtà vengono poi arruolate per sopperire alla mancanza di un vero, moderno welfare?
Cifre alla mano: l'Europa spende mediamente il 2% in più dell'Italia per Sanità, Famiglia, Casa e oltre il 3,5% in più per le politiche giovanili e per il lavoro.
Vogliamo parlare di Giustizia? Della divisione delle carriere? Della responsabilità civile dei Magistrati? Dell'obbligatorietà dell'azione penale?
I 31 punti di Fiuggi costituiscono un irrinunciabile punto di riferimento per chiunque voglia porsi davvero il problema dell'ammodernamento e del ripristino della legalità nel nostro Paese.
Ho lasciato per la conclusione tutto il settore dei diritti civili, per evitare il solito luogo comune per cui i Radicali si occuperebbero solo di questo, ma in Italia esiste un gravissimo diritto di veto da parte di una potenza straniera rispetto alla quale è doveroso opporsi, per chiunque sia, non dico "laicista" ma portatore di libertà e onestà intellettuale.
Mi piace concludere con una frase di Gandhi che, come spesso capita, sembra fatta apposta per questa contingenza: " DOBBIAMO DIVENTARE IL CAMBIAMENTO CHE VOGLIAMO VEDERE"

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