da www.unita.it
Alla fine, i radicali accettano la proposta del Pd di far confluire loro candidati nelle liste del partito di Veltroni. La decisione è stata annunciata dalla segretaria del partito dei radicali italiani Rita Bernardini e dal segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, al termine di una riunione durata sette ore, con Goffredo Bettini, coordinatore del Partito Democratico. [...]
La controproposta del Pd era arrivata per voce proprio del braccio destro di Veltroni, Bettini. Ad Emma Bonino e colleghi si propone un´alleanza dove, in cambio della rinuncia al simbolo dei Radicali, ci sarebbero un ministero per la stessa Bonino e altri nove posti in lista «in collocazioni sicure». Il tutto condito dal «riconoscimento di una parte del finanziamento pubblico in rapporto al numero dei parlamentari concordato», dal «10% degli spazi di informazione spettanti al Pd» e dalla «garanzia della presenza dei Radicali nelle trasmissioni di confronto politico più popolari»
Era questo il senso dell'Alternanza per l'Alternativa?
Siamo davvero come gli altri? Siamo davvero già GLI ALTRI, in queste pratiche spartitorie?
E' questa l'identità radicale?
Ric.
2 commenti:
Anch'io sono sconcertato ma capisco perfettamente il perché di questo "tradimento" (sono parole di Pannella): con realismo politico s'è capito che non c'erano più spazi per il PR. Sbattute (definitivamente?) le porte coi Socialisti, impossibilitati da qualunque apparentamento con una destra sempre più populistico-fondamentalista, altrettanto impossibilitati a una alleanza davvero "contro-natura" con la Sinistra Arcobaleno (che, però, ha abbracciato alcuni temi tradizionalmente radicali, vedi i diritti civili), rimaneva l'alternativa tra il suicidio definitivo e l'unica alleanza possibile. L'accordo può sembrare "spartitorio", ma va anche detto che le probabilità di vittoria del PD sono obiettivamente scarse e che, comunque, sia che vincesse, sia che si vada a un'ipotetica "grosse koalizionen", almeno il pungolo radicale s'è insinuato nell'altrimenti confessionale PD (le urla della Binetti dovrebbero inorgoglirci!). Quel che adesso trovo imbarazzante è come conciliare l'aspirazione "transpartitica" dei Radicali con una scelta di campo così netta... Vedremo cos'ha nel cilindro il buon Pannella!
Pannella si era candidato leader del PD per lanciare una sfida: vediamo chi è veramente democratico. Ora ha determinato l'ingresso di Radicali Italiani in quel partito, cioè una fra le scelte politiche più importanti, senza consultare democraticamente gli iscritti. E noi dovremmo stare ancora ad aspettare quello che Marco tira fuori dal cilindro?Di una politica fatta di improvvisazioni e scelte personali non sento il bisogno. Avrei voluto una consultazione; una tempistica meno unilaterale; che le condizioni fossero poste sulle idee e non sui soldi e sui seggi! O sono io ad essere più realista del re?
Posta un commento