venerdì 1 febbraio 2008

A scuola dal papa? No, grazie!

Non mi iscriverò a questa classe, mi spiace cari Luca e Riccardo, io andrò con Simone fuori dalla porta a fumarmi una sigaretta e a spiare il bagno delle ragazze... :-)
Cercherò di spiegare il motivo.
Intanto, la scuola che io ho frequentato mi ha insegnato a distinguere i problemi, essendo consapevole dei rischi che si corrono quando si sovrappongono temi diversi in un'unica argomentazione: era la tecnica dei gesuiti (altro che paparatzi!) per disorientare l'avversario.
Tre sono i temi affrontati nel post precedente ed è bene trattarli separatamente: la risposta politica alla mossa del papa, la risposta mediatica e il problema, non della comunicazione, ma della propaganda.
Tralascio il primo per... amor di patria ed anche perchè è talmente ovvio che non merita spreco di parole.
In quanto al secondo, beh, dire, tra noi radicali, che in Italia c'è un problema di informazione, davvero è scoprire l'acqua calda... Denunciamo da sempre, parlando di "caso Italia", di "partitocrazia", il fatto che l'informazione sia funzionale ad un sistema non democratico che lede il diritto, non tanto all'espressione di chi non è funzionale ad esso, quanto, soprattutto, del cittadino di essere informato, di conoscere per deliberare. Gli esempi sono innumerevoli, voglio solo ricordare qui la frase di un membro della (cosiddetta) commissione di vigilanza RAI, non ricordo il nome, ricordo che naturalmente era un comunista o ex o post, il quale disse, testualmente, che i radicali non erano "notiziabili" e tali siamo rimasti.
Immaginate che cosa sarebbe successo se la geniale operazione papale fosse stata considerata non notiziabile: semplicemente niente, nessuno l'avrebbe saputo, non sarebbe esistita. In Italia, la mancanza di democrazia è anche dimostrata dal fatto che non è la notizia che fa l'informazione, ma l'informazione che fa la notizia.
Se vogliamo poi parlare di media alternativi a giornali e televisione, mi pare proprio che non dobbiamo prendere lezioni da nessuno: ci siamo inventati una radio che è quello che è, non lo devo dire a dei radicali. Ma non solo, quando ancora non esisteva windows ed in Italia a navigare in internet eravamo solo qualche centinaio, una delle prime BBS che consentivano l'accesso alla rete era "agorà" ed era dei radicali. Ci siamo inventati, per primi, il partito on line ed anche le elezioni on line. Il fatto è che... nessuno lo sa, non siamo notiziabili. Per inciso, ci siamo inventati anche i bavagli che i ciellini hanno usato alla Sapienza: chi deve imparare da chi?
E la propaganda? Beh anche qui ci dobbiamo intendere. Andare a lezione dal papa? Ma, da questo punto di vista, anche lui è un dilettante. Io, fossi in voi, andrei direttamente a lezione da Goebbels il primo, vero (voi direste) grande comunicatore, un vero professionista (dico io) della propaganda. Sosteneva, il maestro, che la differenza tra una verità e una menzogna consiste, sostanzialmente, nel numero delle persone che ci credono... Geniale!
Personalmente, preferisco un punto di vista un po' diverso. Considero i mezzi della prassi politica non come giustificati dai fini ma, al contrario, come prefiguranti i fini; e la propaganda è uno, appunto, di tali mezzi. In questo senso, mi scuserete se mi piace sedermi sui banchi di un'altra classe, con un altro Maestro: Gandhi quando sostiene che la migliore propaganda è l'esempio: "cercate di diventare il cambiamento che vorreste vedere realizato nel mondo".

2 commenti:

Ric ha detto...

Non ho la competenza necessaria per affrontare un dibattito sull'argomento, che pure mi appassiona. Vorrei solo notare che "comunicazione" è nozione sostanzialmente neutra rispetto al contenuto e presuppone la parità tra mittente e ricevente, mentre "propaganda" accentua l'elemento ideologico (mistificante) del contenuto e la violenzacon cui mira a raggiungere il destinatario. Se queste osservazioni sono corrette, non ritengo che Gandhi facesse propaganda, a differenza di Goebbels.
In ogni caso, non va dimenticato che anche nel caso di Gandhi l'esempio personale sarebbe stato un mezzo insufficiente al fine, se non fosse stato adeguatamente publicizzato mediante quel potentissimo mezzo che era allora la libera stampa. Ecco perchè punto l'attenzione sulla pervasività ed efficacia dello strumento di diffusione della comunicazione, che metta l'altro in condizione di conoscere per deliberare. In definitiva, concepisco un sistema per cui, nella pluralità delle fonti di informazione e nella sostanziale parità tra messaggi, il nostro messaggio abbia come obiettivo di imporsi sugli altri per quel valore aggiunto dato dalla ragionevolezza.

Luca Perilli ha detto...

Caro Adelio,
ovviamente la mia era una provocazione!! Condivido in toto quel che dici ma, come fa notare Ric -che mi sembra molto sensibile alla questione- qui si tratta proprio di efficacia nei media, che sono a tutti gli effetti, "strumenti di propaganda". Infatti la cosiddetta "comunicazione di massa" è una grande mistificazione in quanto i mass-media non ricoprono neanche una delle condizioni affinché vi sia una comunicazione propriamente detta: gli elementi trasmittenti e riceventi NON sono sullo stesso piano e inoltre non si scambiano i ruoli. Dunque, siamo dalle parti di Goebbles, in effetti...
Quanto alla tua acuta (e ahimé più che reale) osservazione sul rapporto tra fatto e notizia, non c'è bisogno di rimandare a tutta la teorizzazione sulle "issues" politiche per capire che la scelta di dare o non dare una notizia è già una scelta "ideologica" o "di propaganda" in sé...
I Radicali hanno saputo bucare il muro di gomma del vecchio monopolio della RAI bernabeiana, oggi però non si riesce più neanche ad avvicinarsi ai nuovi... Beninteso, analogo problema abbiamo noi come Arcigay!
Purtroppo, rebus sic stantibus (come dicono i colti), con questo dobbiamo fare i conti: il senso del mio intervento (ripeto, provocatorio) era chiedersi come poter bucare i nuovi muri di gomma (RAISET e compagnia bella) proprio per farci conoscere.
E' triste prendere atto che abbiamo fatto scuola per... CL!! Se è già dura morire democristiani, figurati giussaniani!!!!